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Agapito Rossi de Rubeis


Nacque nella Città di Palestrina il giorno della vigilia di Sant’Agapito, nel preciso istante in cui le campane della Cattedrale suonavano per l’uscita della processione.
Egli fu uomo di profonda e vastissima cultura. Giovanissimo ingegnere si specializzò in Elettronica (indirizzo Radar - Corsi CNR Roma) ed in Ottica presso l’Istituto Sup. Arcetri di Firenze all’epoca in cui i corsi erano tenuti dal Prof. Enrico Fermi e per ciò si considerò sempre un allievo del grande scienziato.
Terminati prestissimo gli studi anche in Fisica e Matematica presso l’Università di Roma e dopo aver insegnato presso il Nobile Collegio “Mondragone” di Frascati, si trasferì negli USA per specializzarsi presso l’Industrial College o.A.F. Tornato in Italia, seguì numerosi corsi di specializzazione per l’approfondimento delle proprie conoscenze in Laser, Elettro-Ottica, Informatica e Ricerca Operativa, Teoria dei sistemi e matematica per l’Informatica (Logica Matematica, Algebra Booleana, Calcolo Matriciale, Grafi).
Non meno interessato allo studio delle lingue antiche (Latino e Greco), si dedicò anche all’apprendimento del Francese, Inglese, Russo, Tedesco, Rumeno e Spagnolo a cui si aggiunsero la conoscenza di Linguistica Strutturale e Semantica con particolare riguardo alla connessione tra linguaggio umano e leggi matematiche nelle lingue Semitiche ed Orientali (Arabo, Ebraico e Cinese).
Altrettanto rilevante fu l’impegno professionale e nella vita civile. Nella Marina Militare, ricoprendo incarichi vari di tipo tecnico–militare, conseguì il grado di Ammiraglio Ispettore Capo delle Armi Navali.
Partecipò alla Guerra ‘40-‘43, alla lotta di Liberazione, alla Guerra ‘44-‘46 e fu imbarcato per 4 anni sul Regio Incrociatore R. Montecuccoli e su Unità varie anche estere. Ricoprì incarichi come Capo Divisione Elettronica del Ministero Difesa – Marina, al Consiglio Superiore Marina Militare all’Ufficio Elettronico del Comitato Studi, come consulente per l’Elettronica e l’Informatica del Consiglio Tecnico Scientifico della Difesa.
Fu alla Direzione di Arsenali (Messina, La Spezia) ed Uffici Tecnici per la sorveglianza delle Industrie e rappresentò l’Italia all’estero presso il Consiglio Atlantico e la NATO.
Sul finire della carriera militare fu chiamato ad operare come consulente dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e ricoprì la carica di membro in varie commissioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero Università e Ricerca Scientifica, e del Ministero della Marina Mercantile.
Docente di Informatica e di Opto - Elettronica presso i Corsi Superiori di Specializzazione Elettronica ed Informatica del CNR/Difesa di cui fu Direttore per dieci anni (1969 – 79), fu anche docente di Informatica e Teoria dei Sistemi presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tenne numerosi Corsi, Seminari e Conferenze presso l’Istituto Superiore P.T. - Centro Alti Studi Militari, Istituto degli Stati Maggiori, e nelle più prestigiose Università italiane.
Precursore delle materie elettroniche ed informatiche, tra le sue opere vi sono numerosi libri, saggi ed articoli che spaziano nei settori della scienza dei sistemi per la programmazione, dell’ottica delle particelle, delle matematiche economiche, della cibernetica e della linguistica matematica.
Oltre ad essere esperto nelle scienze tecnico-scientifiche fu apprezzato cultore e studioso delle scienze umanistiche con particolare riguardo alle indagini storiche e letterarie. Spesso protagonista in simposi intellettuali di importanza nazionale fu esponente attivo dei più prestigiosi circoli culturali romani come conferenziere e scrittore.
Agapito Rossi de Rubeis, poliedrico uomo di scienze, fu anche autore di originali esegesi dei classici - dei quali fu appassionato studioso - come ad esempio l’Iliade e l’Odissea sui quali svolse interessanti studi che lo condussero al’affascinante ed originale teoria che una donna poteva essere l’ancora incerto autore di quei poemi.
Altrettanto rilevante è la sua partecipazione all’interno della comunità prenestina a cui egli prestò con slancio le proprie conoscenze e passioni. Proprio l’affezione per la sua Palestrina lo condusse, oltre a condividere con la Città natale importanti eventi culturali, all’approfondimento dei propri studi “prenestini” suggellato dalla pubblicazione di pregevoli monografie tra cui ricordiamo i due saggi aventi per titolo “S. Agapito a Palestrina” e “Gens Anicia” nei quali si ricostruisce la storia della stirpe e della genesi del culto del Santo, nonché il libro “Claudio Eliano Prenestino. Una vita tra le favole”, autorevole descrizione della figura e delle opere del grande filosofo e poligrafo corredata da interessanti interpretazioni dell’autore.

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