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Gli orologi solari romani dell’antica Praeneste

E’ stato recentemente pubblicato a Roccasecca uno studio di Nicola Severino dal titolo “Gli orologi solari romani dell’antica Praeneste”.
Nella storia della gnomonica un posto molto importante lo occupa l’antica Praeneste con i suoi orologi solari rinvenuti dal Settecento ad oggi.
La testimonianza più preziosa é sicuramente l’orologio ancora in situ nella facciata della cattedrale di Sant’Agapito e identificato con un solarium che lo scrittore latino Marco Terenzio Varrone ha descritto in un celebre passo del De lingua latina.
La scoperta dell’orologio si deve all’archeologo Orazio Marucchi che, nel 1884, scoprì quattro antiche fessure oblique, due a destra e due a sinistra, sull’antico edificio, prospiciente il Foro, poi trasformato in Cattedrale... [dal sito di Angelo Pinci]

Il seguito  qui




RAI STORIA: Viaggio nella bellezza. Fortuna Primigenia - Il Santuario di Palestrina


Palestrina, a 40 chilometri da Roma sorge il Santuario della Fortuna Primigenia, una splendida fusione di arte romana ed ellenistica.
Il santuario dell'antica Praeneste risalta nel panorama italico dell'età repubblicana non solo per la maestosità e la bellezza, ma per la complessità architettonica che lo rende perfettamente integrato nel territorio in cui sorge.

Sulla sommità del Santuario, costruito dalla famiglia Colonna nel XII secolo e ristrutturato dai Barberini nel '400, il palazzo Colonna-Barberini rappresenta un esempio unico di integrazione tra arte classica e rinascimentale.

Sede del Museo Archeologico, il palazzo rivela le forme arcuate del tempio antico e ne lasci intuire l'aspetto e le dimensioni. Proveniente dal foro della città antica e conservato al museo, il Mosaico del Nilo rappresenta la piena del fiume lungo tutto il suo corso, dall'antica Nubia, popolata di animali mitologici fino ad Alessandria d'Egitto.

Realizzato da artisti alessandrini nello stesso periodo del santuario, II sec. a.C., il mosaico è un capolavoro che per dimensioni, stato di conservazione e qualità artistica non ha eguali in Italia.



Campi di addestramento militare a Palestrina

Durante la prima guerra mondiale, anche la città di Palestrina fece la sua piccola parte, non solo per i cittadini che persero la vita per la Patria durante il conflitto - ben 114 tra ufficiali e soldati -  ma anche perché fu uno dei paesi dei dintorni di Roma che il Comando Militare scelse per l'addestramento dei soldati prima che fossero inviati al fronte.

Angelo Pinci, nel volumetto Campi di addestramento militare a Palestrina 1914-1918,  ha ricostruito le vicende di diversi campi di istruzione che si svolsero a Palestrina negli anni 1914-1918 e che vide la presenza di migliaia di soldati. In quegli anni, i soldati non solo svolsero addestramento militare, ma realizzarono anche opere pubbliche, - soprattutto ad opera del 1° Genio - come la realizzazione della strada di montagna che, iniziando dalla cappellina dell'Addolorata, sulla strada per Castel San Pietro Romano, conduce al Formale, un fontanile in territorio dello stesso paese, la costruzione del muro di sostegno al piazzale di Porta S.Martino, la gradinata d'accesso che dal piazzale di Porta del Sole conduce alla stazione delle Ferrovie Vicinali, la sistemazione della zona circostante ecc.

L'autore presenta una serie di cartoline e fotografie - molte delle quali inedite - relative agli accampamenti dei soldati, al giuramento delle truppe nella piazza principale della città, alle messe al campo e alle feste di fine corso.


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